Tutto quanto scritto precententemente riguarda la classificazione delle nostre “mascherine” sugli standard europei e su come questi siano stati recepiti dal nostro sistema italia con i suoi decreti.

Vogliamo ora cercare di fare un minimo di chiarezza sugli standard che vigono in altri paesi , e su come questi siano stati ” recepiti o equiparati ” ai nostri.

Come appare chiaro da questa semplice tabelina riscontrabile facilmente in rete , i vari standard internazionali sono molto simili dal punto di vista tecnico , e le differenze pretazionali frà oggetto considerati ” equivalenti” come le kn95 o le ffp2 per usare termini a noi oggi familiari , sono veramente risibili.

Ma cosa possiamo dire a proposito degli enti certificatori ?

Cioè, in pratica , chi può ( e deve ) certficare che queste mascherine siano effettivamente aderenti a questo standard piuttosto che a quell ‘altro ? E come facciamo noi comuni mortali ad avere delle evidenze ?

Il nostri accredia ( https://www.accredia.it/chi-siamo/rete-internazionale/ ) , che è l’ente unico nazionale di accreditamento designato dal governo italiano, in applicazione del Regolamento europeo 765/2008, può attestare la competenza, l’indipendenza e l’imparzialità degli organismi di certificazione, ispezione e verifica, e dei laboratori di prova e taratura. Accredia è un’associazione riconosciuta che opera senza scopo di lucro, sotto la vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico. Praticamente , se lo dice accredia o un suo ” accreditato” è legge , almeno dal punto di vista tecnico e di marchiatura.

Lo stesso accredia , che gestisce i vari enti notificati necessari per i DPI di classe II e III o per altre categorie di enti di ispezione e verifica ( quelli che verificano gli ascensori per esempio) , la creato una certificazione ( o per meglio dire un assestment) denominata ILAC -MRA , dove riconosce ai firmatari ( presenti in tutto li mondo a partire dalla cina per esempio ad opera del CNAS – praticamente l’accredia cinese) , letteralmente :

“Il marchio di accreditamento di un Ente firmatario apposto sul rapporto di prova o di ispezione, o sul certificato di conformità o di taratura, agisce come passaporto sui mercati internazionali. In virtù della presenza di tale marchio, un prodotto, un servizio, o una determinata professionalità possono circolare senza bisogno di ulteriori test, ispezioni o verifiche.

E’ curioso come in questo periodo , la nostra agenzia delle dogane stia ignorando quando sancito dall’accredia stesso e quanto ripostato nell’art 15 del dl curaitalia ” è facoltà dell’importatore di ricorrere all’inail” , e blocchi merci dotate di detti certificati ( di prova – di test – CE , che sarebbero del tutto validi) , obbligando di fatto tutti gli importatori a passare per l’inail , o a disporre di un certificato CE notificato ( ma su questo mi sono già espresso in altri articoli ). Ultima news ragionata in questi ultimi giorni : per i DPI di classe III è ( giustamente) previsto un apposito corso di formazione obbligatorio , visto che trattasi di oggetti destinati a salvare la vita delle persone. Se le nostre mascherine fossero in tale classe , dovremmo fare il corso … da chi poi ?